giovedì 14 giugno 2012
17 giugno: la comunità senegalese di Padova è in festa
L’associazione A.S.C.A.N. ha organizzato la sesta edizione della manifestazione socio culturale della tradizione Senegalese.
Vi aspettiamo numerosi
PROGRAMMA della GIORNATA
ore 9:00 – Apertura fiera dell’artigianato africano in piazza della frutta
ore 10:00 Convegno: “Gli stranieri, quale impatto economico sulla società?».
ore 13:30 Fine convegno e ritrovo in piazza della frutta per il pranzo senegalese
ore 15:00 Inizio manifestazione con gruppi musicali, danze.
ore 17:30 Lotteria: primo premio un biglietto aereo per Dakar.
ore 18:00 Proseguimento gruppi musicali (sabaar).
ore 20:00 Conclusione della manifestazione.
venerdì 4 maggio 2012
A tavola con...
La cucina in Senegal è molto ricca, variegata e saporita, composta di una varietà di piatti a base di verdure, di riso e di pesce, di miglio e di cous cous. Piatto nazionale del senegal è il Thiéboudiènne, piatto unico a base di riso, pesce e verdure, cucinato in un gran pentolone e mangiato da un grande piatto, tutti insieme, con le mani. Ecco la ricetta, tratta da www.chiamasenegal.it/
Thiéboudiènne
(Riso al pesce)
Ingredienti
2 tazze di riso
2 branzini o orate
50 gr di pesce secco o affumicato
1 dozzina di gombo
4 cucchiai di salsa di pomodoro
6 carote
2 melanzane
1 pezzo di zucca
4 patate dolci
1 piccolo cavolo bianco
3 cipolle
3 spicchi d'aglio
3 foglie di lauro
1 bouquet di basilico
1 bouquet di prezzemolo
1 presa di timo
1 bicchiere di olio di arachidi
sale e pepe
Tagliate i pesci in 5 pezzi dopo averli puliti, quindi asciugateli e teneteli a parte. Mettete a bagno il pesce secco. Tritate insieme: prezzemolo, cipolle, basilico, timo, 2 spicchi d'aglio, sale e pepe. Fate dei tagli nella polpa dei tranci di pesce e riempiteli con la farcia ottenuta. In una grande pentola fate soffriggere nell'olio le cipolle tritate fini. Appoggiatevi sopra i pezzi di pesce, e il pesce affumicato. Lasciate dorare il tutto per 10 minuti. Aggiungete il passato di pomodoro diluito in due bicchieri d'acqua, aggiungete le foglie di basilico e di lauro spezzettate. Salate, pepate e lasciate cuocere altri 15 minuti. Nel frattempo, pulite le verdure: scottate e sgocciolate il cavolo dopo averlo tagliato in due. Lavate e scolate il riso quindi mettetelo a cuocere. Quando il pesce è cotto tenetelo a parte in caldo, al suo posto aggiungete le carote, le patate, le melanzane. Bagnate con 3 litri e 1/2 d'acqua. Coprite, lasciate cuocere 30 minuti. Aggiungete al brodo di cottura in ebollizione il gombo, il cavolo, la zucca, aspettate 5 minuti; quindi ritirate tutti i legumi compresi 2 mestoli pieni di brodo. Alzate il fuoco al massimo. Versate il riso a pioggia nel brodo. Rimestate e lasciate cuocere per 8 minuti; quindi abbassate la fiamma al minimo. Aggiustate di sale, coprite. Lasciate cuocere ancora la 20 a 25 minuti. A cottura ultimata servite il riso in un piatto e il pesce e le verdure in un altro.
2 tazze di riso
2 branzini o orate
50 gr di pesce secco o affumicato
1 dozzina di gombo
4 cucchiai di salsa di pomodoro
6 carote
2 melanzane
1 pezzo di zucca
4 patate dolci
1 piccolo cavolo bianco
3 cipolle
3 spicchi d'aglio
3 foglie di lauro
1 bouquet di basilico
1 bouquet di prezzemolo
1 presa di timo
1 bicchiere di olio di arachidi
sale e pepe
Tagliate i pesci in 5 pezzi dopo averli puliti, quindi asciugateli e teneteli a parte. Mettete a bagno il pesce secco. Tritate insieme: prezzemolo, cipolle, basilico, timo, 2 spicchi d'aglio, sale e pepe. Fate dei tagli nella polpa dei tranci di pesce e riempiteli con la farcia ottenuta. In una grande pentola fate soffriggere nell'olio le cipolle tritate fini. Appoggiatevi sopra i pezzi di pesce, e il pesce affumicato. Lasciate dorare il tutto per 10 minuti. Aggiungete il passato di pomodoro diluito in due bicchieri d'acqua, aggiungete le foglie di basilico e di lauro spezzettate. Salate, pepate e lasciate cuocere altri 15 minuti. Nel frattempo, pulite le verdure: scottate e sgocciolate il cavolo dopo averlo tagliato in due. Lavate e scolate il riso quindi mettetelo a cuocere. Quando il pesce è cotto tenetelo a parte in caldo, al suo posto aggiungete le carote, le patate, le melanzane. Bagnate con 3 litri e 1/2 d'acqua. Coprite, lasciate cuocere 30 minuti. Aggiungete al brodo di cottura in ebollizione il gombo, il cavolo, la zucca, aspettate 5 minuti; quindi ritirate tutti i legumi compresi 2 mestoli pieni di brodo. Alzate il fuoco al massimo. Versate il riso a pioggia nel brodo. Rimestate e lasciate cuocere per 8 minuti; quindi abbassate la fiamma al minimo. Aggiustate di sale, coprite. Lasciate cuocere ancora la 20 a 25 minuti. A cottura ultimata servite il riso in un piatto e il pesce e le verdure in un altro.
mercoledì 2 maggio 2012
venerdì 6 aprile 2012
Elezioni in Senegal - Vittoria di Macky Sall
Sono
le 15.30 inSenegal. Il Consiglio Costituzionale conferma la vittoria di
Macky Sall alle elezioni presidenziali con il 65,80% dei voti, e la
sconfitta di Abdoulaye Wade con il 34,20% dei suffragi. Usciti
finalmente i risultati definitivi del ballottaggio, la popolazione
senegalese festeggia la sua propria vittoria, il trionfo di una
tradizione pacifica e democratica che gli appartiene. Tra la gente, che
ha ormai ripreso le sue attività quotidiane, le accese discussioni che
avevano come protagonosti Macky Sall e Abdoulaye Wade fino a qualche
giorno fa, e la goia successiva della maggioranza per la vittoria del
primo e la sconfitta del secondo, hanno lasciato il posto più che altro
alla fierezza che tutto si sia concluso democraticamente e nella pace.
E, soprattutto, a sentimenti di speranza e ottimismo per il futuro.
«Sono contento che abbia vinto Macky Sall, adesso avrà però molto da
lavorare, noi ci aspettiamo tanto da lui», afferma Djibril Seck,
proprietario di una bancarella al mercato di Parcelles Assaines, alla
periferia di Dakar. «Sì, spero abbassi subito il prezzo de lriso e dello
zucchero, come ha promesso di fare», gli fa eco Madame Dieye accanto a
lui. Un nostalgico sostenitore di Wade accetta comunque la sconfitta,
come il suo leader: «Abbiamo perso. Accettiamo la vittoria di Macky Sall
e speriamo che il nuovo Presidente faccia bene al Paese», afferma
rassegnato Lamine Kane. Domani 31 marzo Abdoulaye Wade terrà l’ultimo
Congresso del Partito Democratico sengalese come partito al potere.
Lunedì 2 aprile Macky Sall presterà giuramento nella cerimonia ufficiale
di passaggio di governo. E il 4 aprile il nuovo governo presiederà alla
festa nazionale dell’Indipendenza del Senegal. Ed è così che il Paese
inizia una nuova pagina della propria storia politica.
Da: http://tongante2012.altervista.org/it/
sabato 24 marzo 2012
Convegno venerdì 30 marzo ore 21.00
SENEGAL
10 ANNI DI AMICIZIA E
COOPERAZIONE
Interventi:
Il valore del partenariato nei progetti realizzati con il contributo
della Regione Veneto
Lucina Rigoni – Italia-Senegal 7A
Enrico Rinuncini – Sindaco di Ponte San Nicolò
Ivana Bozzolan – Gruppo Donne di Ponte San Nicolò
“Qui” e “la”: sentirsi a casa nella globalizzazione
Franca Bimbi – Docente Sociologia, Università di Padova
Sara Amadasi - Dottoranda
in Scienze Sociali, Università di Padova
Testimonanze di un viaggio in Senegal
Erica Zanetti
Roberto Marchioro
|
- Gruppo viaggiatori allucinati
|
***************************
Centro Civico Rigoni Stern
Piazza Liberazione, 1 - Ponte San
Nicolò (PD)
giovedì 1 marzo 2012
Anche il Sahel a rischio fame
Non si è ancora del tutto spento l'allarme della carestia nel Corno d'Africa ed ecco che suona il segnale 'emergenza alimentare in un'altra area africana, il Sahel. A lanciarlo, l'onorevole Jean-Léonard Touadi, deputato Pd, africanista e attento osservatore delle dinamiche politiche ed economiche che attraversano il continente. Anche Nigrizia, nei giorni scorsi, aveva sollevato il problema.
«Le principali agenzie delle Nazioni Unite - spiega Touadi - sottolineano la gravità della situazione alimentare nel Sahel. Mauritania, Mali, Niger, Ciad, Burkina Faso, Nigeria, Camerun: in tutta la fascia a sud del deserto del Sahara si rilevano emergenze alimentari straordinarie dovute all'effetto combinato delle scarse piogge, l'alto prezzo del cibo e l'instabilità politica di alcune zone».
L'onorevole Touadi - oltre a rimarcare che comunque in Corno d'Africa le popolazioni ancora dipendono del tutto dagli aiuti delle organizzazioni umanitarie - rileva che «nel Sahel, dall'inizio di febbraio, almeno 22mila persone si sono spostate dalle loro terre alla ricerca di assistenza, aggiungendosi alle popolazioni già costrette a sfollare per i numerosi conflitti dell'area, aggravatisi lo scorso anno con la guerra in Libia. 23 milioni di persone sono a rischio, un milione di bambini potrebbe avere difficoltà a sopravvivere fino all'inizio della primavera».
Programma alimentare mondiale, Fao e Unicef stanno mettendo in campo le proprie risorse per evitare che la crisi possa peggiorare ma, aggiunge Touadi, «tutti gli altri attori internazionali devono intervenire, più rapidamente accadrà meno costi umani ed economici ci saranno. È ancora lontano il tetto dei 750 milioni di dollari di cui l'Onu ha bisogno per fare fronte all'emergenza. Il prossimo raccolto è previsto tra sei mesi, nel frattempo, non lasciamo il Sahel da solo».
Da Nigrizia.
lunedì 20 febbraio 2012
PONTE SAN NICOLO’. Il Gruppo donne raccoglie fondi per lo sviluppo di progetti umanitari a favore dei diritti femminili.
La Difesa del Popolo 5 febbraio 2012
C’è alleanza tra le donne sannicolesi e quelle del Senegal.
La speranza si tinge di rosa. Ne sono fermamente convinte le
componenti del Gruppo Donne di Ponte San Nicolò, che da più di 10 anni
investono gran parte delle loro energie nella promozione di progetti umanitari
a favore degli abitanti, in particolare delle donne, della Regione agricola di
Kolda in Senegal.
Le buone intenzioni non bastano, però, quando si vuole
migliorare la vita delle persone che abitano dall’altra parte del mondo. Gli
aiuti a fondo perduto possono tamponare le ferite, ma non curano le
malattie. Ed è proprio per questo che il
gruppo, ogni due anni, parte alla volta dell’Africa per verificare la buona
riuscita del progetti che promuove. L’ultimo di questi viaggi, durato due
settimane, si è concluso lo scorso 16 gennaio e ha coinvolto 25 persone tra
donne, i loro mariti e i loro figli.
Ad accompagnarli c’erano Ndiobo Mballo e la figlia Awa,
rispettivamente Presidente e Responsabile dei progetti femminili della ONG 7a
Maa-Rewee. Da dieci anni il rapporto tra la ONG africana e il gruppo
sannicolese è molto stretto, e grazie a questo legame è stato possibile, con i
finanziamenti provenienti di volta in volta dai Comuni, Regione Veneto e Unione
Europea, avviare decisivi interventi a favore dei diritti delle donne, tra cui
l’alfabetizzazione e la scolarizzazione, il credito rotativo delle capre e il
microcredito.
“L’alfabetizzazione – spiega Maria Lucina Rigoni, Presidente
del Gruppo Donne di Ponte San Nicolò – consente alle donne non solo di leggere
e scrivere, ma soprattutto insegna a loro a fare i calcoli, che è fondamentale
quindi si hanno tra le mani dei soldi”. Il Credito Rotativo della Capre
permette alle donne di prendere in“prestito” bestiame da allevare, dal quale
ricavare latte e capretti, che diventano sia merce da vendere sia merce per i
figli. Questi progetti di microimprenditoria hanno permesso negli anni un
rilevante aumento del benessere: “Nei nostri primissimi viaggi – spiega Ivana
Bozzolan – avevamo trovato pochissime capre. Ora invece, nei villaggi di Kolda,
oltre alle molte capre, si possono scorgere le prime mucche”.
“Avere dei soldi – osserva Maria Lucina Rigoni – permette alle
donne di prendere le decisioni assieme ai mariti. E i soldi in mano alle donne
diventano libri e medicine per i figli”. Le donne di Kolda rispetto a soli
pochi anni fa hanno più tempo da destinare al lavoro e alla cura dei figli
grazie ad un altro dei progetti promossi dal gruppo sannicolese: l’installazione
di due mulini elettrici.
Ma il ruolo delle donne, tuttavia, è ancora molto marginale:
“Più che l’Islam – spiega Ivana Bozzolan – sono le tradizioni animiste che
penalizzano le donne. L’economia sarà il mezzo del riscatto? Può esserlo anche
la politica. Proprio per questo la spedizione padovana ha fatto tappa nel
villaggio di Coumbacarà per una lezione di educazione civica”. In Senegal il
suffragio esiste dal 1960, ma poche sono le donne, soprattutto nelle campagne,
che esercitano il loro diritto. A queste a parlato Maria Lucina Rigoni: “Se le
donne votassero potrebbero eleggere altre donne. Queste pretenderebbero delle
leggi per cui nessun uomo lotterebbe”.
La tipica allegria africana spesso di scontra con l’estrema
precarietà della vita umana: “Nel Villaggio di Aliou Samba – racconta Ivana
Bozzolan – ci stavano accogliendo con una grande festa. Ma subito è giunta la
notizia che in una capanna vicina una ragazza di vent’anni, che soffriva d’asma,
per noi una malattia banale, era appena morta”.
A rincuorare i partecipanti del viaggio è stato il successo
dell’ultimo progetto, volto a sviluppare la coltivazione della Jatropha Curcas,
una pianta che, usata come recinzione naturale degli orti, contrasta la desertificazione
e i cui semi sono un concime potentissimo.
Un uso ben diverso da quello che della Jatropha fanno alcune multinazionali,
che la coltivano a latifondo unicamente per ricavarne biodisel.
Incoraggiate dai progressi fatti finora, le componenti del
gruppo donne già pensavano a nuovi interventi: in cantiere una diga per la coltivazione
del riso e nuovi progetti per la lotta contro la desertificazione. In preparazione
anche un opuscolo per raccontare le esperienze maturate durante l’ultimo
viaggio in Senegal. “È bello – conclude Maria Lucina Rigoni – vedere il
progresso che c’è stato in così poco tempo dal nostro primo viaggio, dieci anni
fa. Ci sono più orti, più capre, ma soprattutto c’è più vita nei villaggi. Lo capisci
dagli occhi della gente”.
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