venerdì 29 giugno 2012

Il sistema sanitario in Senegal - alcuni aspetti

Il progetto dell'Associazione Bethania Hospital Serivice di Padova sarà realizzato nella Comunità Rurale di Coumbacarà e prevede 3 azioni principali: 
  1. Adeguamento delle strutture sanitarie del Centro di Salute a salvaguardia della salute materna e del bambino (il materiale è già arrivato in parte al Centro tramite container), 
  2. Formazione del personale locale nel settore ostetrico e ginecologico (in corso).
  3. Sensibilizzazione della popolazione con particolare attenzione alla promozione della salute della madre e del bambino (in corso).
 Vi presento alcuni aspetti di contesto sul sistema sanitario del Senegal, sulla Regione di Kolda e sul progetto.

Il progetto si inserisce coerentemente nel contesto locale con le politiche sanitarie promosse dal governo senegalese attraverso il Piano Nazionale di Sviluppo Sanitario e Sociale (PNDS) per il periodo 1998-2008, i cui obiettivi sono: ridurre la mortalità materna, la mortalità infantile e il tasso di fertilità. A Kolda in particolare, la mortalità infantile e giovanile è ad un livello preoccupante: un bambino su otto muore prima del quinto anno di età e il tasso di mortalità infantile e giovanile supera di molto la media nazionale. Anche la copertura dei servizi sanitari, a livello distrettuale, è drasticamente inferiore alla media nazionale. Il sistema sanitario nazionale in Senegal è strutturato come una piramide a quattro livelli: 
·         ospedale centrale
·         ospedale regionale
·         distretto sanitario
·         comunità rurale

Il distretto sanitario occupa il livello operativo della struttura piramidale e attualmente in Senegal sono presenti 52 distretti sanitari. Ogni distretto comprende, a livello base, un “Centre de Santé” (Centro Sanitario – nella Regione di Kolda ne sono presenti tre), una rete di 15/20 “Poste de Santé” (“Posti di Salute” – ambulatori dove è presente un infermiere che assicura l’assistenza di base) e copre una popolazione compresa tra i 5000 e i 10000 abitanti. I Poste de Santé si trovano nelle comunità rurali e sono affiancati da altre strutture sanitarie rurali, come le “Case de Santé”, ambulatori privi di vero e proprio personale sanitario, presidiate solo da agenti comunitari, persone in grado di fare le prime elementari prescrizioni. Nella Regione di Kolda la situazione sanitaria è molto critica: il tasso di mortalità materna e quello infantile sono molto elevati (mortalità infantile pari a 137/1000 nati vivi) e la Regione dispone di una scarsa copertura sanitaria: un solo ospedale centrale a Kolda e 3 distretti sanitari non sufficientemente articolati ed equipaggiati. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità il rapporto abitanti/Centre de Santé è pari a 50.000/1; a Kolda un Centre de Santé copre l’assistenza medica di 322.207 abitanti. Negli ambienti rurali la situazione è aggravata anche dalla difficoltà di raggiungere i due terzi dei villaggi durante la stagione delle piogge. Inoltre, le Case de Santé, che possono rifornire anche più di 50 villaggi, sono nella maggioranza dei casi prive di materiale sanitario di base e il personale è numericamente insufficiente e non adeguatamente formato: nessun ginecologo in tutta la Regione, una “sage–famme” (infermiera riconosciuta dalla popolazione dei villaggi) ogni 3500 donne incinte (L’Organizzazione Mondiale della Sanità individua una “sage-famme” ogni 300 donne incinte il numero minimo per garantire un’adeguata assistenza). Le donne partoriscono generalmente in casa, in condizioni precarie e drammatiche. Per quanto riguarda le visite prenatali, la Regione di Kolda registra una percentuale di utilizzo del 15% sul totale delle donne incinte, inferiore del 5% alla media nazionale, come illustrato dal grafico.

Il Comune di Kolda mostra la seguente ripartizione dei Poste de Santé nelle comunità rurali:

Comune di Kolda (Regione di Kolda)
Circoscrizione amministrativa
Comunità rurale
Poste de Santé
Dabo
Bagadadji
2
Coumbacarà
1
Dabo
2
Mampatim
2
Salikégné
2
Dioulacolon
Dioulacolon
2
Médina El Hadj
1
Saré Bidji
2
Tankanto Escale
1
Médina Yoy Foulah
Fafacourou
2
Médina Yoro Foulah
2
Ndorma
2
Pata
3

Come mostra la tabella, la Comunità Rurale di Coumbacarà (Circoscrizione amministrativa di Dabo), area di intervento del progetto, dispone di un unico Poste de Santé, situato a Coumbacarà, un villaggio di 1170 abitanti, a 75 km a sud-est di Kolda. Il Poste de Santé è stato costruito nel 1990 e attualmente dispone di un ambulatorio e di un reparto maternità scarsamente attrezzati. In particolare, il reparto maternità dispone di un letto ginecologico obsoleto, tre letti post parto per le madri e due letti per i neonati, cinque bombole di gas e strumentazione di base. In questo reparto vengono effettuati circa dieci parti al mese, gratuiti. Le visite, invece, hanno un costo di 200 franchi CFA (circa 0,30 €). Il personale medico, numericamente insufficiente e non adeguatamente formato, è costituito da un infermiere, un aiuto infermiere e quattro matrone. Sulla base di un’indagine realizzata nel villaggio a febbraio 2008, attraverso Focus Group a cui hanno partecipato donne, personale medico, capi villaggio della zona e referenti territoriali della ONG 7a/Maa Rewee che da anni operano nel territorio, è emerso che, differenza di altri villaggi, a Coumbacarà la maggior parte delle donne partorisce in questo ambulatorio: i parti domiciliari sono quasi inesistenti. Inoltre, nonostante l’inadeguatezza dell’assistenza sanitaria offerta, questo ambulatorio è il punto di riferimento di 58 villaggi: 50 villaggi della Comunità Rurale e 8 villaggi della limitrofa Guinea – Bissau. Il progetto che si vuole realizzare, quindi, intende qualificare, in termini di implementazione delle attrezzature mediche e di formazione del personale, un servizio sanitario che ad oggi è già utilizzato dalla popolazione della comunità rurale.

giovedì 14 giugno 2012

17 giugno: la comunità senegalese di Padova è in festa


L’associazione A.S.C.A.N. ha organizzato la sesta edizione della manifestazione socio culturale della tradizione Senegalese.

Vi aspettiamo numerosi

PROGRAMMA della GIORNATA

ore 9:00 – Apertura fiera dell’artigianato africano in piazza della frutta
ore 10:00 Convegno: “Gli stranieri, quale impatto economico sulla società?».
ore 13:30 Fine convegno e ritrovo in piazza della frutta per il pranzo senegalese
ore 15:00 Inizio manifestazione con gruppi musicali, danze.
ore 17:30 Lotteria: primo premio un biglietto aereo per Dakar.
ore 18:00 Proseguimento gruppi musicali (sabaar).
ore 20:00 Conclusione della manifestazione.

venerdì 4 maggio 2012

A tavola con...

La cucina in Senegal è molto ricca, variegata e saporita, composta di una varietà di piatti a base di verdure, di riso e di pesce, di miglio e di cous cous. Piatto nazionale del senegal è il Thiéboudiènne, piatto unico a base di riso, pesce e verdure, cucinato in un gran pentolone e mangiato da un grande piatto, tutti insieme, con le mani. Ecco la ricetta, tratta da www.chiamasenegal.it/

Thiéboudiènne
(Riso al pesce)


Ingredienti
2 tazze di riso
2 branzini o orate
50 gr di pesce secco o affumicato
1 dozzina di gombo
4 cucchiai di salsa di pomodoro
6 carote
2 melanzane
1 pezzo di zucca
4 patate dolci
1 piccolo cavolo bianco
3 cipolle
3 spicchi d'aglio
3 foglie di lauro
1 bouquet di basilico
1 bouquet di prezzemolo
1 presa di timo
1 bicchiere di olio di arachidi
sale e pepe

Tagliate i pesci in 5 pezzi dopo averli puliti, quindi asciugateli e teneteli a parte. Mettete a bagno il pesce secco. Tritate insieme: prezzemolo, cipolle, basilico, timo, 2 spicchi d'aglio, sale e pepe. Fate dei tagli nella polpa dei tranci di pesce e riempiteli con la farcia ottenuta. In una grande pentola fate soffriggere nell'olio le cipolle tritate fini. Appoggiatevi sopra i pezzi di pesce, e il pesce affumicato. Lasciate dorare il tutto per 10 minuti. Aggiungete il passato di pomodoro diluito in due bicchieri d'acqua, aggiungete le foglie di basilico e di lauro spezzettate. Salate, pepate e lasciate cuocere altri 15 minuti. Nel frattempo, pulite le verdure: scottate e sgocciolate il cavolo dopo averlo tagliato in due. Lavate e scolate il riso quindi mettetelo a cuocere. Quando il pesce è cotto tenetelo a parte in caldo, al suo posto aggiungete le carote, le patate, le melanzane. Bagnate con 3 litri e 1/2 d'acqua. Coprite, lasciate cuocere 30 minuti. Aggiungete al brodo di cottura in ebollizione il gombo, il cavolo, la zucca, aspettate 5 minuti; quindi ritirate tutti i legumi compresi 2 mestoli pieni di brodo. Alzate il fuoco al massimo. Versate il riso a pioggia nel brodo. Rimestate e lasciate cuocere per 8 minuti; quindi abbassate la fiamma al minimo. Aggiustate di sale, coprite. Lasciate cuocere ancora la 20 a 25 minuti. A cottura ultimata servite il riso in un piatto e il pesce e le verdure in un altro.

venerdì 6 aprile 2012

Elezioni in Senegal - Vittoria di Macky Sall


Sono le 15.30 inSenegal. Il Consiglio Costituzionale conferma la vittoria di Macky Sall alle elezioni presidenziali con il 65,80% dei voti, e la sconfitta di Abdoulaye Wade con il 34,20% dei suffragi. Usciti finalmente i risultati definitivi del ballottaggio, la popolazione senegalese festeggia la sua propria vittoria, il trionfo di una tradizione pacifica e democratica che gli appartiene. Tra la gente, che ha ormai ripreso le sue attività quotidiane, le accese discussioni che avevano come protagonosti Macky Sall e Abdoulaye Wade fino a qualche giorno fa, e la goia successiva della maggioranza per la vittoria del primo e la sconfitta del secondo, hanno lasciato il posto più che altro alla fierezza che tutto si sia concluso democraticamente e nella pace. E, soprattutto, a sentimenti di speranza e ottimismo per il futuro. «Sono contento che abbia vinto Macky Sall, adesso avrà però molto da lavorare, noi ci aspettiamo tanto da lui», afferma Djibril Seck, proprietario di una bancarella al mercato di Parcelles Assaines, alla periferia di Dakar. «Sì, spero abbassi subito il prezzo de lriso e dello zucchero, come ha promesso di fare», gli fa eco Madame Dieye accanto a lui. Un nostalgico sostenitore di Wade accetta comunque la sconfitta, come il suo leader: «Abbiamo perso. Accettiamo la vittoria di Macky Sall e speriamo che il nuovo Presidente faccia bene al Paese», afferma rassegnato Lamine Kane. Domani 31 marzo Abdoulaye Wade terrà l’ultimo Congresso del Partito Democratico sengalese come partito al potere. Lunedì 2 aprile Macky Sall presterà giuramento nella cerimonia ufficiale di passaggio di governo. E il 4 aprile il nuovo governo presiederà alla festa nazionale dell’Indipendenza del Senegal. Ed è così che il Paese inizia una nuova pagina della propria storia politica.

Da: http://tongante2012.altervista.org/it/

sabato 24 marzo 2012

Convegno venerdì 30 marzo ore 21.00


SENEGAL
10 ANNI DI AMICIZIA E COOPERAZIONE

Interventi:

Il valore del partenariato nei progetti realizzati con il contributo della Regione Veneto
Lucina Rigoni Italia-Senegal 7A

Enrico Rinuncini Sindaco di Ponte San Nicolò 
Ivana Bozzolan – Gruppo Donne di Ponte San Nicolò

“Qui” e “la”: sentirsi a casa nella globalizzazione
Franca Bimbi – Docente Sociologia, Università di Padova

Sara Amadasi - Dottoranda in Scienze Sociali, Università di Padova

Testimonanze di un viaggio in Senegal
Erica Zanetti
Roberto Marchioro

- Gruppo viaggiatori allucinati

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Centro Civico Rigoni Stern
Piazza Liberazione, 1 - Ponte San Nicolò (PD)

giovedì 1 marzo 2012

Anche il Sahel a rischio fame

Non si è ancora del tutto spento l'allarme della carestia nel Corno d'Africa ed ecco che suona il segnale 'emergenza alimentare in un'altra area africana, il Sahel. A lanciarlo, l'onorevole Jean-Léonard Touadi, deputato Pd, africanista e attento osservatore delle dinamiche politiche ed economiche che attraversano il continente. Anche Nigrizia, nei giorni scorsi, aveva sollevato il problema.
«Le principali agenzie delle Nazioni Unite - spiega Touadi - sottolineano la gravità della situazione alimentare nel Sahel. Mauritania, Mali, Niger, Ciad, Burkina Faso, Nigeria, Camerun: in tutta la fascia a sud del deserto del Sahara si rilevano emergenze alimentari straordinarie dovute all'effetto combinato delle scarse piogge, l'alto prezzo del cibo e l'instabilità politica di alcune zone».
L'onorevole Touadi - oltre a rimarcare che comunque in Corno d'Africa le popolazioni ancora dipendono del tutto dagli aiuti delle organizzazioni umanitarie - rileva che «nel Sahel, dall'inizio di febbraio, almeno 22mila persone si sono spostate dalle loro terre alla ricerca di assistenza, aggiungendosi alle popolazioni già costrette a sfollare per i numerosi conflitti dell'area, aggravatisi lo scorso anno con la guerra in Libia. 23 milioni di persone sono a rischio, un milione di bambini potrebbe avere difficoltà a sopravvivere fino all'inizio della primavera».
Programma alimentare mondiale, Fao e Unicef stanno mettendo in campo le proprie risorse per evitare che la crisi possa peggiorare ma, aggiunge Touadi, «tutti gli altri attori internazionali devono intervenire, più rapidamente accadrà meno costi umani ed economici ci saranno. È ancora lontano il tetto dei 750 milioni di dollari di cui l'Onu ha bisogno per fare fronte all'emergenza. Il prossimo raccolto è previsto tra sei mesi, nel frattempo, non lasciamo il Sahel da solo».
Da Nigrizia.